Operator
Buongiorno, qui è l'operatrice Chorus Call. Benvenuti alla presentazione dei risultati annuali 2025 del Gruppo GPI.
Vi ricordo che tutti i partecipanti sono in modalità di solo ascolto. Per ricevere assistenza da un operatore, premete sull'icona con la cuffietta in basso a sinistra del vostro schermo, e per porre una domanda, premere sull'icona Q&A a sinistra dello schermo.
Cedo ora la parola a Fabrizio Redavid. Prego.
Fabrizio Redavid
Buongiorno a tutti e benvenuti al Capital Markets Day del Gruppo GPI. Oggi presenteremo i risultati del full year 2025, un anno che ci ha visto consolidare la leadership in Italia ed imprimere una forte crescita a livello internazionale.
Io sono Fabrizio Redavid, Direttore MarCom e Investor Relations. Assieme a me sono presenti il neo Amministratore Delegato Andrea Di Santo, il Direttore Generale Matteo Santoro e l'Investor Relations Manager Lorenzo Giollo.
Ma passiamo subito all'agenda. Andrea Di Santo aprirà con una panoramica sul Gruppo GPI, sul suo posizionamento strategico.
A seguire, Matteo Santoro entrerà nel dettaglio delle performance 2025 dando un breakdown sulle principali aree di business. Quindi chiuderemo la sessione della giornata con la parte Q&A che sarà coordinata da Lorenzo Giollo.
Ringrazio ancora tutti per la numerosa partecipazione e passo la parola all'Amministratore Delegato Andrea Di Santo.
Andrea Di Santo
Buongiorno a tutti e benvenuti da parte mia. Dunque, cominciamo questa overview parlando dei quattro messaggi chiave che intendiamo darvi.
Il primo messaggio è relativo alla strategia. Voi sapete che a gennaio 2025 il Consiglio di Amministrazione di GPI ha approvato un piano industriale '25-'29, che poi è fondamentalmente anche la ragione del mio mandato.
Devo dire che la prima importante informazione è che siamo on track, dicono in inglesi, cioè siamo allineati come risultati 2025 a quelli che sono le aspettative del piano. Numeri, diciamo così, più rilevanti li vedete qui sulla slide: c'è circa 546 milioni di ricavi 2025 con un 7% di crescita organic anno su anno, di cui 5,8% organica.
Devo dire che la buona notizia soprattutto è relativa al fatto che l'EBITDA cresce in maniera più che proporzionale e l'EBITDA si attesta attorno a 20,8% con un aumento di 30 di 30 basis points anno su anno. Tutto questo è stato possibile grazie agli investimenti di oltre 400 milioni fatto negli ultimi, diciamo così, 8-9 anni.
Diciamo così, li continuiamo con la seconda buona notizia su quale focalizzare l'attenzione, è che i 546 milioni hanno, diciamo, dentro una crescita attorno al 17% dei ricavi internazionali che hanno contribuito sostanzialmente all'aumento della profittabilità e sono esattamente anche questo, da questo punto di vista, in linea col piano che prevedeva una maggiore internazionalizzazione in arco piano. Quindi strategia, performance e crescita.
Terzo punto, la leadership. Noi ci confermiamo essere anche nel 2025 l'azienda di riferimento, leader di mercato per quel che riguarda il mercato della sanità digitale.
E come lo facciamo? Lo facciamo attraverso il software.
Punto importante è che mentre siamo numero uno in Italia oggi, devo dire che in arco piano noi ci poniamo anche l'obiettivo di essere il numero uno in Europa. E l'acquisizione che abbiamo fatto, soprattutto recentemente in Francia, diciamo così, sono state fatte con questa logica.
Tramite quale software? In parte lo chiamiamo software, ma è, diciamo così, il protagonista della sanità digitale.
Qui abbiamo riportato velocemente quelli che sono i tre pillars del nostro portfolio interno: da una parte quello che noi chiamiamo le Core Solutions, che sono fondamentalmente soluzioni che seguono le esigenze del cliente, devo dire non necessariamente solo italiane, infatti la cartella il sistema informativo ospedaliero, HIS in inglese, è presente sia in Italia, ma anche nell'area DACH con un prodotto della nostra società PCS, piuttosto che in Francia con un prodotto di Evolucare. Ma in questo contesto abbiamo anche altre soluzioni riguardo al sistemi di gestione delle prenotazione e in particolare delle agende dei medici, e quindi ci permette attraverso il nostro software di gestire di fatto le code, se volete, nelle varie regioni.
Il secondo pillar è la parte verticale. Chiamiamo verticale perché sono prodotti fondamentalmente scalabili a livello internazionale.
Sono normalmente MDR, quindi Medical Device, e qui abbiamo elencato, diciamo, le macroaree: la parte di Blood, la gestione quindi del lato donatori piuttosto che il lato trasfusionale. Vi ricordo che a riguardo nel 2025, giusto per dare anche qualche notizia di contratti importanti, abbiamo preso un contratto in Galles, Wales LIMS si chiama, che è la gestione della piattaforma sanitaria appunto trasfusionale di tutto il Galles per circa 10 anni.
Della parte Diagnostics abbiamo quindi Laboratory Information System, abbiamo la parte di Imaging, Digital Pathology. Ecco, a riguardo magari segnaliamo il contratto preso in Germania, che è il primo preso da noi in quell'area e che a giudicare dai riscontri che abbiamo non sarà nel 2026-2027 sicuramente l'ultimo.
Questo per quel che riguarda, se volete, Blood e Diagnostics, i prodotti che noi abbiamo esportato, se volete, all'estero dall'Italia. Ma il Critical Care invece fa parte di un processo di importazione, sempre di una azienda nostra, di Evolucare, che abbiamo comprato nel 2023, diciamo così, della gestione delle sale operatorie e abbiamo installato, stiamo installando in Campania i primi software di origine Evolucare, appunto.
Questi sono appunto i prodotti che tendiamo scalare. Ma accanto a quello che noi chiamiamo software, abbiamo la diversificazione, la strategic diversification.
Quindi abbiamo i servizi, quello che riguarda la presa in carico del paziente, ma anche la parte Automation, sulle quali vorrei spendere due due parole in più, perché attiene alla robotica del farmaco, alla gestione del farmaco e a riguardo noi stiamo partecipando a una gara molto importante in Italia, che è tre volte, se volete, il mercato italiano annuale questa gara. Stiamo appunto partecipando, ma il nostro contributo sarà nell'installare i nostri robot nell'efficientare e abbassare quindi i costi della sanità andando a ridurre i costi e gli sprechi del farmaco nelle nostre strutture ospedaliere.
Altro punto importante che ci piace sottolineare è Thallent, che è una startup che è molto particolare. Oggi voi sapete che i chemioterapici vengono prodotti quasi fondamentalmente in maniera manuale sotto cappa, no?
In ambiente protetto. Noi con la nostra tecnologia robotica incominceremo nel '26 e sicuramente nel '27 alcune installazioni relative alla gestione e la preparazione del chemioterapico in maniera completamente robotizzata.
Quindi con efficientamenti, miglioramenti sui tempi, sugli sprechi e sulla qualità del prodotto. Detto tutto questo per, diciamo così, testimoniare l'ampiezza del nostro portafoglio.
Ora, tornando velocemente al piano industriale, non è qui l'intenzione di proporre centinaia di slide che sottostanno, questi sono veramente i quattro pillar, ma volevo focalizzarmi un attimo su quello che è il livello di avanzamento dell'organizzazione, no? Dove siamo arrivati?
Perché effettivamente per consolidare la leadership italiana, per sostenere come secondo punto la crescita internazionale dei prodotti software verticale oppure la diversificazione, ci siamo dati come scopo l'implementazione di una struttura organizzativa che fosse una struttura più solida, più adatta alla strategia, no? Si dice organization follows strategy.
Ora, all'inizio del 2026, il 9 gennaio, abbiamo lanciato l'organizzazione Italia mettendo una classica struttura matriciale, non voglio entrare in dettagli, ma sostanzialmente abbiamo i verticali come Business Unit che sono i domini e le aree che sono Nord, Centro e Sud e con lo scopo in questa situazione matriciale di creare le massime sinergie possibili sui clienti, in maniera tale da essere più vicini possibile a loro con la massima ampiezza di portafoglio. Nel corso del 2026 implementeremo anche e scaleremo questa matrice a livello internazionale, ricordandoci però che lo scopo dell'internazionalizzazione risiede fondamentalmente nei prodotti verticali e quindi nella parte, se volete, di Medical Device.
Proseguiamo nel 2025 e anche nel 2026 nel processo di razionalizzazione. Due due parole veloci sul fatto che noi abbiamo come scopo nel tempo di avere una legal entity per paese.
E in questo momento nel 2025 abbiamo fuso per incorporazione alcune aziende, particolarmente BIM e Oslo, all'interno di GPI S.p.A., e nel corso del 2026 procederemo alla fusione per incorporazione anche un'azienda importante come Tesi S.p.A. che è stata acquisita nel 2023.
Da ultimo, sempre a parlare di organizzazione, nel 2026 implementeremo tutta una serie di sinergie a livello corporate delle funzioni di staff tipicamente che permetteranno appunto di portare anche una solita base diciamo così, di risparmio costi contribuendo all'incremento della marginalità, prima su tutte i sistemi informativi, il procurement, tanto per essere chiari. Ora, quali erano i target del piano?
Adesso anche qui, 2027: oltre 600 milioni con la percentuale 25-27%. Se qualcuno volesse fare domande sulla raggiungibilità di questo piano, posso anticipare che già oggi coi risultati che adesso ma anche Matteo Santoro, il nostro Direttore Generale, tra poco vi farà vedere, stiamo dicendo che siamo già a circa 550 milioni con un'incidenza dell'overseas attorno al 22%.
Un EBITDA che ha oggi il target nel '27 a 22%, nel 2025 siamo al 20,8%. E su capex, sul ritorno dell'investimento e sul debito stiamo lavorando, ma devo dire che ci stiamo avvicinando ai target e nel 2027 confidiamo di essere, diciamo, anche meglio di quelli che sono i nostri target.
E questo chiaramente dà un senso di raggiungibilità anche al 2029. Un ulteriore veloce snapshot sui nostri mercati, su dove siamo.
E questo è molto importante in ottica di, diciamo, successiva valutazione di raggiungibilità. Noi siamo in 70 paesi, abbiamo uffici in 18 paesi, abbiamo 9.000 clienti.
Ora, tutti questi numeri per dire però due in particolare: l'88% dei nostri clienti sono healthcare e il 70% circa sono pubblici e il 19% sono privati. Abbiamo anche una base non healthcare di clienti, diciamo così, tramite le varie acquisizioni, retaggi di acquisizioni che abbiamo evidentemente valorizzato, che attestano soltanto il 12% dell'impatto sui ricavi.
Ora, perché abbiamo fatto questa valutazione? Qui volevo, prima di lasciare la parola a Matteo, fare una riflessione rapida su punti di riflessione strategici, no?
Di lungo termine. Allora, prima di tutto i target che ci siamo dati sono raggiungibili?
Cioè soprattutto c'è una domanda che ci capita di incrociare molto spesso, no? Post PNRR in Italia, ma ci sarà una contrazione del mercato?
Allora, diamo numeri macro. Allora, noi in Italia siamo circa il 20% per quanto riguarda il software sul miliardo di mercato indirizzabile e se allarghiamo il perimetro, diciamo così, area Europa siamo il mercato indirizzabile sui 10 miliardi, e se lo allarghiamo ulteriormente agli Stati Uniti andiamo a 30 miliardi circa, e se andiamo ancora più in là superiamo i 50 miliardi.
Ora è evidente che il nostro target 2029, 700 milioni organici su un mercato che a questo punto è internazionale, se si arriva a 50 miliardi, ma fermiamoci solo ai 25, devo dire che se abbiamo la struttura organizzativa come ci stiamo dando, se avremo implementato come l'avremo implementata a fine 2026, e facendo leva sulle nostre competenze, sulle nostre persone che sono la chiave del successo, sono sicuro che, diciamo così, il tema non ci riguarda, mettiamola così. Cioè la preoccupazione del mercato, la crescita non è un nostro problema.
Il secondo punto rilevante è l'AI, no? Cioè l'AI adesso qui abbiamo riportato una slide già della scorsa presentazione dell'anno scorso che fa vedere che cosa stiamo facendo, no?
Ma in questo caso la riflessione che volevamo portare qui riguarda all'impatto dell'AI. Cioè è una rivoluzione industriale che impatta e ci impatterà sempre di più.
Ma per quel che riguarda GPI, io sono fiducioso del fatto che essendo un processo di change management che richiede però conoscenza della clinica, perché i nostri prodotti, come avete visto, sono dentro i flussi clinici, quindi richiedono competenze a T cosiddette, il T-shape, che sono quelle tra il dominio e il processo che sono possibile solo grazie alle persone. Non è sostituibile la competenza clinica vicino alla tecnologia.
Quindi sebbene questa rivoluzione industriale arriva e ci sta impattando e ovviamente anche valorizzando, noi siamo sicuri di poter avere tutti i vantaggi, cioè in questo caso non facendo crescere i costi all'aumentare dei ricavi, quindi aumentando la nostra marginalità dal punto di vista industriale, ma contemporaneamente dal punto di vista sociale di non avere nessun tipo di impatto in termini di esuberi, no? Per essere chiari.
Sicuramente porterà efficienza, questo sì, su di noi, ma soprattutto sui nostri clienti. L'ultimo aspetto e poi mi taccio è relativo ai dati, no?
Si parla in questo momento di sovranità nazionale, che è un tema molto delicato, è un tema che evidentemente, soprattutto fatti che non devo sicuramente io ricordare, la geopolitica attuale e la delicatezza internazionale del momento, però capite che la situazione internazionale è tale per cui si spegne un server da qualche parte nel mondo, se non abbiamo un tema di gestione di sovranità nazionale potrebbe impattare anche sulla nostra attività in un attimo. Ora noi abbiamo una risposta nostra: abbiamo investito in TDM, Trentino Data Mining, che è un'iniziativa molto interessante, anzi vi invito a visitarla.
È una miniera che in logica di economia circolare, diciamo così, invece di essere dismessa, perché una volta che la miniera ha portato via il materiale si creano evidentemente delle voragini, chiamiamole delle caverne, queste caverne sono state utilizzate dal nostro punto di vista è il motivo dell'investimento per, diciamo così, contenere server di dati. Ecco, noi abbiamo intenzione nel prossimo futuro, ci saranno comunicazioni a riguardo, di portare i server in gestione nostra in TDM in maniera tale da rispondere a un tema così delicato dal punto di vista strategico nazionale.
Ecco, io con questo ho finito la mia parte e lascio la parola a Matteo perché illustri più in dettaglio la parte numerica. Grazie a tutti.
Matteo Santoro
Grazie Andrea, grazie per la tua introduzione che ha lanciato dei messaggi che sono chiave per capire questo nostro ecosistema. Per noi queste occasioni sono un'occasione di incontro per raccontare meglio una realtà, diciamo, un po' invisibile che spesso dai fascicoli di bilancio non si riesce a leggere.
Quindi al di là dei numeri noi vorremmo accompagnarvi anche con quello che secondo noi è la visione strategica dei prossimi anni. E mi ricollego ai messaggi del nostro Amministratore Delegato proprio per proseguire la sua riflessione.
Noi lo scorso anno con l'approvazione del piano strategico a gennaio 2025 abbiamo chiuso una fase del nostro gruppo, che era quella caratterizzata da una crescita per linee esterne che ci ha portato a fare oltre 60 acquisizioni in 7-8 anni. L'obiettivo era quello di diventare grandi in un mercato che diventava sempre più globale, per cui la scelta era: se non diventiamo grandi, diventeremo un'appendice di un contesto di cui noi invece vogliamo essere protagonisti e leader.
Per questo motivo abbiamo comprato tantissimo, quindi siamo cresciuti per addizione. A un certo punto ci siamo resi conto, avendo anche esaurito le risorse, che bisognava iniziare un percorso di integrazione e di sinergia.
Motivo per cui il piano industriale 2025-2029, ricordo, è orientato essenzialmente a processi di crescita organica e quindi il 2025 è l'anno in cui abbiamo iniziato ad integrare queste realtà che in pratica fanno parte, diciamo, del nostro ecosistema per generare valore, quel valore che magari avevamo potuto generare anche nel passato, ma eravamo presi dalle nostre ambizioni di crescita dimensionale. Quindi nel 2025 abbiamo lavorato molto sulla riorganizzazione, sulla integrazione, sulla creazione di sinergie essenzialmente sull'Italia, tant'è che qualche mese fa, a inizio di gennaio, è stato deliverato il nuovo modello organizzativo per la Country Italia.
E pur mantenendo, diciamo, questo orientamento, siamo riusciti ad essere focalizzati sul mercato e i risultati che abbiamo raggiunto sono risultati, secondo noi, molto soddisfacenti. Perché innanzitutto manteniamo la leadership nel nostro paese, continuiamo ad essere la prima azienda di tecnologia di software coprendo più del 14% del mercato, la seconda sta intorno al 12%, la terza sotto il 10%, per cui manteniamo questa nostra leadership, per noi è fondamentale questo tema, e l'altra invece è che siamo cresciuti, come da scelta, sui mercati esteri, quindi le Country delle altre realtà hanno lavorato benissimo con la crescita a doppia cifra.
Quindi se noi volessimo immaginare una progressione di questi numeri a fine piano, potremmo chiudere addirittura con un risultato migliorativo rispetto alle aspettative del piano. Quest'anno ci siamo concentrati a dare sempre maggiore evidenza di come siamo un'azienda software, la nostra connotazione è di un'azienda software, sebbene nel nostro patrimonio, nel nostro asset ci sono anche realtà come il Care e l'Automation su cui riceviamo domande perché magari vengono viste come realtà che un po' ci defocalizzano, ma non è così, c'è comunque un fil rouge legato alla tecnologia e a una visione strategica di cui dopo diremo alcune parole.
Quindi siamo un'azienda di software e quindi questa è la nostra connotazione. Avevamo detto che la crescita sarebbe avvenuta solo per linee interne, organica, ma non avevamo escluso la possibilità di poter, diciamo, cogliere delle opportunità ed è quello che abbiamo fatto.
Quest'anno abbiamo acquisito alcune realtà, alcune estere grazie alla nostra anche realtà francese Evolucare con l'acquisto di Logipren, sono state acquisite altre società, Sincon, Mondo EDP in Italia, e perché sono realtà che accelerano il nostro percorso di focalizzazione sul software, soprattutto contribuiscono in modo positivo al nostro risultato. Considerate che Logipren è stata acquisita a fine anno, per cui non vediamo ancora l'impatto, vediamo l'impatto sul debito, ma non vediamo ancora l'impatto in termini di redditività.
Ora, volendo andare su aspetti di carattere numerico, che credo sono quelli che un po' interessano tutti, vediamo che i ricavi passano dai 510 milioni ai 540 poco più di 546 milioni, quindi una crescita del 7% in linea con quello che noi ci aspettavamo. Anzi quest'anno rispetto al budget 2025 abbiamo performato leggermente meglio e di questo 7%, 5,8 sono di natura organica.
Quindi in pratica c'è un mantenimento, diciamo, dell'equilibrio che ci eravamo dati. Il nostro EBITDA passa da 104 milioni a 113, guidato, trainato dal software, perché di questo 113 milioni di questi 113 milioni il 90% è prodotto dal software con il 63% dei ricavi.
Quindi per cui stiamo andando nella direzione che volevamo. Vedete che l'EBITDA margin sale, come già vi ha anticipato il nostro Andrea Di Santo, al 20,8% dal 20,5%.
L'EBITDA margin passa all'8,8% e quindi abbiamo un incremento dell'utile netto che va da 14,4 milioni dello scorso anno a 15,2. Qui abbiamo beneficiato anche di aspetti fiscali legati al Patent Box, ma questo perché la nostra ricerca e sviluppo viene premiata, perché stiamo investendo molto nell'arricchire il nostro portafoglio prodotti di nuove soluzioni e di nuovi prodotti, fra cui anche, anzi aggiungo qualche parola sull'AI come poc'anzi anticipava Andrea Di Santo, che è un tema che sta esplodendo, diciamo se ne parla tantissimo e il tema vero è che il mio timore è che spunteranno tante aziende che faranno AI e non sappiamo quante ne sopravviveranno.
Il tema nodale per questo mercato è che alla base ci deve essere un dominio. Ecco, noi abbiamo un installato importante nel nostro paese in termini e abbiamo una competenza di dominio che hanno pochi.
Ora, in questi anni, se ricordate anche le presentazioni fatte anche dall'epoca COVID, noi parlavamo già di AI, già di queste soluzioni, quindi nel nostro gruppo di lavoro esiste già una realtà matura che già sta deliverando soluzioni AI, perché la nostra competenza di dominio ha anche invaso questo mondo e quindi i nostri esperti di AI hanno una competenza di dominio legata al mondo clinico che ci permetterà di accelerare, di aumentare la produttività delle nostre soluzioni e di introdurre anche molta innovazione. Del resto, dai documenti di bilancio vedete che noi abbiamo anche inaugurato il nostro ospedale privato, il Policura Hospital.
L'obiettivo della GPI non è di cambiare mestiere, di intervenire nei processi clinici, ma è quello un laboratorio per noi fondamentale per conoscere e per essere più vicini al clinico e capire come poter utilizzare, diciamo, questa leva importante. Quindi l'AI per noi è una componente del software ed è una componente che ci permetterà di migliorare, di accelerare questo percorso.
Andando su un breakdown di ricavi fra Italia ed estero, come dicevo, l'estero cresce con numeri a doppia cifra, l'estero performa più 17,1% ed è una scelta voluta ed è quella che, come ricordate per chi già ci conosce e ci segue, negli ultimi anni ci siamo focalizzati essenzialmente su una crescita legata alla diffusione dei nostri prodotti all'estero perché il prodotto fa da acceleratore. Quindi per cui l'estero cresce del 17,1%, un risultato per noi importante, ed oggi il 36% dei ricavi del gruppo del suo software sono, diciamo, prodotti dall'estero.
Qui c'è un breakdown, diciamo, dei ricavi dell'EBITDA delle altre componenti degli asset che abbiamo nel nostro gruppo. Ora, vedete che il Care ha una lieve flessione perché noi ci stiamo focalizzando su quelle componenti Care che hanno per noi una prospettiva strategica, quindi quelle a basso valore bene o male le stiamo dismettendo, motivo per cui alcune gare non ce le aggiudichiamo perché, diciamo, spesso non di interesse per noi.
Perdiamo anche un po' di EBITDA, ma questo è legato essenzialmente al fatto che nell'ultimo anno c'è stato un incremento del contratto nazionale dei lavoratori in questo settore e i nostri contratti però coi nostri clienti garantiscono il riconoscimento di questi adeguamenti. Il tema è che per ottenerli c'è una procedura che va seguita e che richiede un tempo che a volte fa scavallare l'anno, quindi non sono stati messi ricavi legati a quei riconoscimenti ISTAT o adeguamenti del costo del lavoro perché su questi tipi di contratto c'è una tutela, perché noi non possiamo ovviamente se c'è un aumento del costo del lavoro questo per legge deve essere riconosciuto ed è un presupposto che viene inserito in tutti i contratti.
La parte invece delle altre, diciamo, asset, Automation e ICT, anche qui vediamo che registrano una flessione, diciamo, sull'EBITDA. Questo è legato a temi di supply chain, ma anche ad alcuni aspetti che ha anticipato poc'anzi il nostro AD, legati al fatto che sul tema Automation erano state annunciate, c'erano delle aspettative per annunci su politiche fiscali, diciamo, di sostegno e di gare importanti, in particolare una Consip del valore di 1 miliardo e 3, che si sono ritardate.
Quindi la nostra struttura commerciale ha lavorato su una pipeline di clienti interessante che però finalizzerà i contratti, diciamo, durante quest'anno. È una gara questa della Consip importante che triplica, ma forse addirittura quintuplica se consideriamo il mondo, diciamo, Automation.
Anche qui la domanda che ci viene fatta spesso è se è un settore che a noi interessa. Ora, i settori che sono in carico noi abbiamo l'onere e l'obbligo di farli performare al massimo e qui c'è tanta tecnologia perché il tema della logistica del farmaco è un tema che processuale che riguarda molti ambiti.
Il farmaco è la seconda voce di spesa per le regioni dopo il personale, il 30% viene sprecato, quindi per cui sono aspetti su cui il software contribuisce in termini di riorganizzazione. Però noi stiamo investendo, anzi questa gara potrebbe trasformare, ma nulla esclude che in futuro il gruppo possa fare anche altre scelte rispetto a questo tema.
Ovviamente non mi soffermo molto sui dati che sono disponibili sulle nostre relazioni e sui nostri bilanci. Software.
Bene, questo è il punto chiave della nostra crescita, l'elemento al di là delle numeriche di crescita perché passiamo a 343 milioni con una crescita di 11,9 milioni di EBITDA e di questi oltre il 10%, 10,5 di natura organica. La cosa interessante è che aumenta la quota di ricavi ricorrenti rispetto agli altri anni dove eravamo poco più del 40%, ora siamo sul 52%, ma l'idea è di crescere sempre di più.
Questo perché? Perché in questi anni abbiamo deliverato progetti strategici per il paese, no?
Legati alle gare Consip che sono state indette negli anni precedenti. Noi siamo stati tra i primi aggiudicatari e questo ci ha portato dei volumi importanti che ci ha consentito anche di realizzare progetti dove i cui output sono stati prodotti che sono anche di rilevanza nazionale.
Ricordiamo la cartella clinica della Regione Lombardia, una cartella che copre una popolazione di 10 milioni di abitanti, non so quante cartelle coprano una popolazione così vasta. Ora, queste realtà che vanno in manutenzione genereranno un flusso di ricavi che per noi sarà veramente sempre in crescita perché il tema vero è che quando realizziamo progetti così complessi, di fatto il progetto non si traduce col rilascio di una soluzione che viene installata verso il cliente, ma un sistema vivo che garantisce interoperabilità fra tutte le strutture connesse, che richiede continuamente una continua manutenzione e quindi un continuo monitoraggio H24 perché queste performance di queste soluzioni si mantengano vive.
Non per altro le ultime anche adempimenti normativi rispetto alla NIS 2, quindi a contesti di sicurezza informatica, obbligano un prodotto ad essere compliance, ma questa compliance deve essere garantita minuto per minuto, quindi ora per ora, quindi non soltanto nel momento in cui viene rilasciata. Questo farà migrare sicuramente verso ricavi nel futuro che saranno di tipo sempre più ricorrente.
Abbiamo una retention molto soddisfacente, quindi del 96%, ma la cosa interessante è che vediamo prospettive di crescita molto importanti per il software. In questo momento abbiamo oltre 2 billion di gare a cui stiamo partecipando con dei partner, la cui quota, diciamo, è nelle RTI del Gruppo GPI è di circa 750 milioni.
Se considerate che il nostro tasso di successo delle gare in questi ultimi anni è migliorato passando dal 38% al 47%, potete immaginare le aspettative. In aggiunta, abbiamo ancora una quota di gare Consip che sono state aggiudicate in questi anni.
Ora, come sapete, le gare Consip prevedono due quote di assegnazione: una è quella che riguarda gli ordini diretti che vengono assegnate ai primi aggiudicatari, no? Poi esiste una quota e quella quota che chiamiamo OdA viene utilizzata direttamente dall'aggiudicatario, quindi che attraverso l'azione commerciale trova il cliente.
Poi esiste una quota che Consip aggiudica nella forma dell'appalto specifico, cioè esistono risorse che non sono assegnate, ma che i clienti possono bandire gare tra i soggetti aggiudicatari che possono ancora ritornare a competere con in forma semplificata. Bene, questa quota di appalti specifici non ancora bandita supera il miliardo.
Quindi in questo momento in questo settore esistono risorse e le prospettive di crescita per il software sono davvero importanti e non le leghiamo al PNRR, che è stato un elemento di finanziamento di un progetto di digitalizzazione, di migrazione verso una sanità a governo digitale che sarà sempre così in prosecuzione. Qui produciamo uno spaccato di quelle che sono le quote, diciamo, di ricavo attraverso cui, diciamo, le varie soluzioni del gruppo si sono allocate.
È importante evidenziare però, vedete l'HIS è quella che è al 29,7%, quando parliamo di HIS parliamo delle soluzioni cliniche, tipo cartella clinica, ha una quota maggiore per un semplice motivo: perché le prime gare Consip avevano come oggetto l'HIS, quindi queste quote scontano anche un po' la cronologia con cui son state giudicate queste gare, ma le risorse in questo momento disponibili sono sicuramente in grado di dare, diciamo, dignità a tutte le aree. Il Blood per noi vedete 12,8%, ma per noi è uno degli asset strategici su cui stiamo crescendo molto, cinque regioni italiane utilizzano in modo esclusivo le nostre soluzioni, quindi stiamo ancora deliverando su gare che sono state aggiudicate in una fase successiva e quindi che non si sono ancora concluse.
Quindi l'HIS è quella che in questo momento si fregia del fatto che si è conclusa. E rispetto al tema gare, un tema importante anche da ancora puntualizzare, è che Consip ha pubblicato almeno per l'Italia un piano di gare molto molto importante che riguarda tutto, diciamo, un periodo, diciamo, medio-lungo.
Ora, quello che è importante dire è che nel 2026 sono state annunciate numerosissime gare. Ovviamente non possiamo enunciare quelle a cui parteciperemo per motivi ovviamente di riservatezza, di sicuro due sono gare annunciate: una a maggio, che è nel cronoprogramma di Consip, che riguarda un po' una riedizione della Sanità 3 e verso novembre c'è una riedizione di Sanità 1, quindi mondo HIS.
Questo a supporto del fatto che gli investimenti in questo settore proseguiranno in forma sostenuta, probabilmente con modelli di business diversi, ci si sposterà sempre più verso modelli di ricavo SaaS piuttosto che di investimenti come nel passato, per cui in sostanza vediamo prospettive molto molto interessanti. Se andiamo all'aspetto patrimoniale, vediamo che i fixed asset sono cresciuti passando da 457 a 493.
Questo legato essenzialmente agli investimenti fatti nelle acquisite, la francese Logipren e in pratica l'italiana Consip e Mondo EDP. Abbiamo il Policura Hospital, che è un asset molto importante.
Abbiamo una crescita del nostro net working capital, questo legato essenzialmente a temi legati ai tempi di pagamento. Ora, quello che è importante dire è che voi vedrete dei contract asset che tendono ad aumentare.
Di fatto, nel 2025 abbiamo smaltito oltre 120 milioni di contract asset che erano maturati nei periodi precedenti. Questo legato al fatto che i clienti, come sapete, non ci consentivano di fatturare secondo la nostra progressione di maturazione del ricavo, ma la rendicontazione PNRR ha sicuramente fatto da acceleratore.
Ma abbiamo quindi smontato 120 quasi 125 milioni di FDA degli anni precedenti, ne abbiamo montate circa 145, quindi 20-25 in più, legato al fatto che il nostro sistema di procurement, quello Consip, purtroppo funziona con questa modalità, che i tempi di pagamento si allungano. Però è importante dire che 120 milioni di contract asset degli anni precedenti sono stati smaltiti, quindi quello che voi vedete in bilancio è l'effetto netto.
Poi abbiamo una crescita dell'indebitamento, si passa da 336 milioni a 396 milioni, questa crescita poco sotto i 60 milioni è legata essenzialmente a 42 milioni per debito contratto per le acquisizioni sopra enunciate e la distribuzione di dividendi. Quindi in sostanza queste sono un po' le geometrie finanziarie che rappresentano l'andamento del 2025.
Qui rappresentiamo il bridge della PFN, quindi per dare elementi di maggiore concretezza: siamo partiti da un indebitamento di 336 milioni a cui si aggiunge un impatto positivo del nostro EBITDA di 113 milioni. A questo impatto poi ovviamente si aggiunge l'effetto netto dell'M&A, che è dato dai famosi 42 milioni di cui parlavo poc'anzi di indebitamento con effetto positivo per l'acquisizione di Tesi che ci ha portato ad un risparmio di circa 6 milioni.
Poi abbiamo una crescita del net working capital di 30 milioni, abbiamo le tasse, abbiamo le capex intangibili che sono gli investimenti fatti in software, il capex tangibili che sono legati essenzialmente agli investimenti legati al Policura Hospital, al Thallent, a quelle infrastrutture che stiamo realizzando, il pagamento dei dividendi e poi il risultato netto degli oneri finanziari. Questo ci porta ad una IFN a fine anno di 396 milioni.
Ora, qual è a questo punto la progressione che ci aspettiamo? Noi ci riteniamo soddisfatti di come abbiamo chiuso l'anno perché l'anno 2025 era un anno anche di cambio di rotta rispetto alla nostra continua strategia di crescita per linee esterne, quindi siamo cresciuti per linee interne, quindi abbiamo dovuto mettere mani all'intero modello organizzativo ed è ancora in corso questo processo, quindi potete immaginare che abbiamo dovuto mantenere la velocità di crescita pur dovendo affrontare temi di riallocazione, di riorganizzazione delle nostre risorse per aumentare le performance e per creare gli efficientamenti.
Per questo motivo abbiamo creato proprio una direzione che si occuperà essenzialmente di processi perché siamo un'azienda così veloce, così di forte movimento dove la visione di un modello organizzativo che prevede caselline con delle responsabilità non è più esaustiva, ma vorremmo affrontare, stiamo già affrontando questo percorso di cambiamento in modo processuale e quindi con l'obiettivo di creare sempre sempre più integrazione, e sta già accadendo questo, e sinergie per tutta la catena del valore che noi possiamo esprimere. Ovviamente, come dicevo, parliamo di crescita organica, ciò non toglie che se nel nostro percorso intercettiamo opportunità che vanno in linea con gli obiettivi del piano siamo pronte a coglierle.
Bene, questo è un po' una sintesi di quello che nel 2025 abbiamo realizzato e dove abbiamo vissuto numerosi cambiamenti in un mercato che secondo noi è un mercato che dalle nostre analisi mostrerà ancora sempre segni di crescita. Grazie.
Lorenzo Giollo
Grazie Matteo, grazie Andrea e grazie Fabrizio. Sono Lorenzo Giollo, Investor Relations Officer.
Procedo con la lettura di alcune domande che sono arrivate e ricordo al pubblico che se volesse può, appunto come è appena arrivata adesso un'ulteriore domanda. Le leggo in ordine più o meno di arrivo, alcune sono riuscito a raggrupparle.
Comunque, la prima domanda riguarda le notizie che sono uscite sui rumors di un possibile deal di GPI verso i fondi e ci chiedono se i colloqui sono ancora in corso e quali sono i motivi dietro a questa attesa. E direi che forse a questa domanda è il caso che risponda Andrea Di Santo, nostro Amministratore Delegato.
Andrea Di Santo
Mah, capisco la domanda, devo dire che nel ruolo di Amministratore Delegato e comunque nel Consiglio di Amministrazione noi come società non abbiamo avuto informazioni da FM a riguardo, quindi non sono in grado di dare aggiornamenti.
Lorenzo Giollo
Va bene, grazie. Invece questa prossima domanda la passerei a Matteo.
Ne abbiamo già parlato in realtà: i risultati della società sono solidi e le prospettive per il futuro sono positive, comunque ci chiedono magari un po' più di dettaglio sull'outlook 2026, se ci aspettiamo un 2026 in linea, meglio o peggio rispetto al piano strategico, quindi parlano proprio di numeri di crescita intorno al 6-8% di ricavi ed EBITDA, ovviamente in termini di CAGR, e quindi chiedono anche quali sono i principali driver di crescita per il margine, se è più un mix tra software e Care o se è una questione più di pricing.
Matteo Santoro
Bene. Partiamo dall'assunzione che, come anticipavo, volendo immaginare una progressione dei nostri risultati 2026, diciamo che ci porteranno ampiamente a raggiungere gli obiettivi 2029 perché noi abbiamo uno sguardo, come dicevo, nel medio-lungo termine.
Quindi direi addirittura leggermente meglio rispetto a quello che ci aspettiamo. Il 2026 sarà un anno in cui beneficeremo certamente degli effetti di efficientamenti perché noi siamo partiti nel 2025 con qualche mese di ritardo e nel 2026, a gennaio 2026, abbiamo deliverato la nuova organizzazione i cui effetti, e si punta molto all'efficientamento, ci immaginiamo si scaricheranno molto sul 2026, per cui ci sentiamo sereni.
Rispetto al secondo pezzo della domanda, Lorenzo, se me la leggi perché...
Lorenzo Giollo
Sì, quali sono i principali driver di crescita per il margine, quindi se è più una questione di mix tra le ASA, tra le aree strategiche, le Business Unit di cui parlava anche magari Andrea Di Santo prima, se è più una questione di pricing.
Matteo Santoro
Le linee sono diverse, sicuramente dipendono dai vari mercati in cui operiamo. Di sicuro la concentrazione sul prodotto ci consente di avere aspettative di margini superiore in un contesto in cui sappiamo la concorrenza sta abbassando molto anche il prezzo, quindi il pricing invece non è sicuramente la leva.
Quindi sicuramente il tema è non certo la sinergia Care e software perché, come dicevo, sul Care abbiamo uno sguardo un po' strabico rispetto a quello che rappresenta un po' il futuro della sanità perché ci immaginiamo che sarà molto orientata a dare risposte sulla domanda che è in forte crescita e il Care serve a quello essenzialmente. Per cui il margine lo creeremo essenzialmente orientandoci al prodotto e creando efficientamento nei processi di integrazione perché le sinergie saranno quelle che ci permetteranno di far aumentare il margine e di raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati per il 2029.
Lorenzo Giollo
Grazie. Sempre per Matteo, nostro Direttore Generale, in realtà a questa domanda hai in parte risposto durante l'esposizione dei risultati, però ci chiedono magari un po' più di colore sulle gare Consip, quelle già aggiudicate, quindi se siamo in linea con le aspettative nel senso di quello che stiamo chiudendo come contratti, e poi invece se sono previste nuove gare importanti.
E intanto ti lascerei queste due domande qua, poi c'è un altro colore ulteriore sul discorso PNRR, ma magari se puoi intanto rispondere a questo. Quindi se le gare Consip già aggiudicate sono on track come ci siamo aspettati e se sono previste nuove gare importanti.
Matteo Santoro
Sì, il tema delle gare Consip lo leggo come aspettativa di quello che sarà il mercato futuro perché credo che la domanda di fondo sia la nostra prospettiva di crescita. Quindi, come dicevo, c'è un piano di gare che è stato pubblicato, quindi un documento pubblico pubblicato da Consip con un cronoprogramma dove, diciamo, enuncia in modo chiaro tutti gli investimenti che intende fare, quindi tutte le gare che saranno pubblicate con un chiaro cronoprogramma.
Per quanto riguarda le gare precedentemente assegnate, come dicevo, c'è un po' di rallentamento. Questo quando dicevo che c'è ancora un miliardo di risorse di quelle gare aggiudicate che deve essere utilizzato, per noi rappresenta un mercato aggredibile, no?
E noi con la nostra stima interna, immaginando quali possono essere le capacità di poter raggiungere quella quota ancora da aggredire anche incrociando con le nostre stime su tassi di vincita delle gare, di quel miliardo 360 milioni potrebbero sicuramente diventare un'opportunità, diciamo, concreta. Oltre a quello che già ci è stato assegnato con le gare precedenti, che sono in fase, diciamo, di avanzamento.
Qualche sanità digitale un po' più indietro, Sanità 4 registra qualche ritardo, però bene o male direi che siamo in linea e diciamo che per i prossimi anni abbiamo un backlog abbastanza importante.
Lorenzo Giollo
E infatti su questo tema in realtà hai già parzialmente risposto, però i timori spesso sono sul fatto che il PNRR sta chiudendo e quindi c'è anche il discorso, appunto, delle guerre in corso, delle situazioni geopolitiche e quindi un orientamento magari dei mercati più verso il settore militare. Magari noi lavorando qui dentro lo sappiamo qual è la differenza tra cos'è il PNRR e che cosa sono invece le gare in generale, ma se vuoi dirlo, appunto, in quanto Direttore Generale sul discorso del PNRR e dei mercati.
Matteo Santoro
Il PNRR è un elemento che non ci ha mai destato preoccupazione perché quello che sta accadendo in questi anni, questo processo di profonda trasformazione digitale, questa migrazione ad una sanità a governo digitale nasce indipendentemente dal PNRR. Era l'unico modo perché la sanità avesse tenuta e non siamo ancora al completamento di questo percorso.
Quindi quando Consip pubblica delle gare, perché parlo di Consip perché in Italia bene o male il procurement è abbastanza centralizzato, sebbene esistano altre forme, diciamo, fondi di coesione, esistono PSN, esistono altri canali, ma Consip, che è un po' il procurement paese, finanzia le proprie gare indipendentemente dal PNRR. Le risorse PNRR si sono aggiunte anche successivamente.
Sanità 1 e Sanità 2 erano già stati pubblicati, per cui il PNRR ha fatto da acceleratore, ma le risorse erano già state stanziate ed erano quelle necessarie a garantire questo processo di trasformazione, per cui il PNRR non era un elemento che impatta e le nostre analisi di mercato fatte da un terzo soggetto di primo livello sul mercato, che è stato un po' la base del nostro piano industriale, ci ha confermato che la crescita sarà garantita nei prossimi anni. Quindi la sanità è diventata un tema politico dal COVID, per cui sappiamo che sarà uno dei settori ad alto interesse, quindi laddove c'è stata una pandemia è sotto gli occhi di tutti le economie mondiali si sono fermate, quindi è un tema che non può essere sicuramente preso come un elemento che creerà interferenza per il futuro.
Rispetto al contesto geopolitico, noi continuamente col management apicale facciamo e anche con dei consulenti delle analisi. In questo momento facendo particolare riferimento alla guerra del Golfo, dove noi siamo presenti in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati, in Arabia Saudita in particolar modo seguiamo 300 ospedali, operiamo lì, il nostro direttore dell'international ci ha confermato che non ci sono rallentamenti, anzi i nostri partner locali hanno confermato i target previsti, per cui nell'ultimo incontro che si è tenuto in presenza in quel contesto lo scorso febbraio, quindi si prosegue con i nostri piani senza che ci siano interferenze.
Quindi il tema della spesa militare non lo leggiamo come un trade-off rispetto alla spesa per la sanità.
Lorenzo Giollo
E qui mi aggancio, visto che hai nominato l'estero, appunto al fatto che comunque il 2025 ha generato all'estero per GPI dei ricavi estremamente importanti, interessanti e chiedono quindi se vediamo un'accelerazione sull'estero nel 2026.
Andrea Di Santo
Mah, forse questa magari la faccio io per far riposare Matteo.
Lorenzo Giollo
Sì, forse meglio Andrea, scusa.
Andrea Di Santo
Mah, sì, nel senso che per dare diciamo così, la tendenza 2025 e del 2026, cioè abbiamo detto la crescita dell'internazionale a doppia cifra, no? È una tendenza che manterremo nel 2026, che stiamo mantenendo e, diciamo che le aspettative di risultato del 2026 sono di un consolidamento e della parte internazionale con un'incidenza sul totale che cresce in aumento.
La presa d'ordini relativa è confortante e ci aspettiamo quindi il raggiungimento del budget 2026.
Lorenzo Giollo
Ok. E visto che hai preso la parola, e ne hai anche parlato durante la presentazione, ma magari un po' più di colore sul discorso dell'AI.
Ne abbiamo parlato, ma sicuramente la parola d'ordine che hai citato è quella di dominio, se magari vuoi parlare di questo aspetto qua riguardo all'artificial intelligence e quindi l'impatto che ha sul mondo software, in particolare sui segmenti healthcare e della diagnostica.
Andrea Di Santo
Mah, diciamo che sono acceleratori dei risultati, degli outcome, l'AI. Cioè noi stiamo pensando in logica industriale a implementare agenti AI che vadano come concetti di motori, no?
Che vadano a essere montati sopra i nostri software, che devono avere evidentemente le API per poter ricevere questi motori, in maniera tale da avere delle accelerazioni sui risultati che possono essere, in funzione del software e del motore, predittive piuttosto che rigenerative piuttosto che. Quindi lato cliente io vedo soltanto dei benefici.
Lato paziente, no? Lato cliente, lato paziente.
Qualità del risultato, abbassamento dei costi, forse in termini complessivi di total cost of ownership, diciamo così, della sanità sì. Se guardiamo forse in termini di costi diretti degli ordini al fornitore come noi, no?
provider di tecnologia, probabilmente no, perché anche noi dobbiamo poi ripagare gli investimenti, no? Quindi c'è un po' un tema di pricing della parte intelligenza artificiale.
E quindi è un tema molto ampio che riguarda non soltanto l'intelligenza artificiale, ma quanto quello che facciamo noi come azienda viene percepito in termini di valore da parte del cliente. Faccio un esempio: nel momento in cui gestiamo le agende di una regione, no?
Dei medici, e abbiamo un fattore di, diciamo così, di saturazione del 95% e portarlo al 96%, quell'1% ha in termini di risparmio costi per la sanità molto elevato e quindi dovremo essere bravi a far capire ai nostri clienti che il prezzo non è soltanto legato alla tecnologia, ma forse anche al vantaggio e all'impatto che questo ha. Ecco, l'intelligenza artificiale aiuterà sicuramente i clienti, ripeto, aiuterà spero anche noi a portare questo messaggio.
Se vuoi questo è il tono di colore che mi piacerebbe dare, che è tecnologico, ma quanto di prospettiva. Non so se Matteo vuole aggiungere qualcosa.
Matteo Santoro
Sì, io volevo aggiungere una cosa che questo tema si aggancia anche al tema dei rischi, perché prima parlavamo di pricing, no? Dicevo che il mercato sta andando verso una logica di una competizione molto alta sui prezzi, ma il tema è che noi dobbiamo innovare e di portare il prezzo che rappresenti il valore di quello che realmente vi offriamo.
Quando parliamo di cyber security, di NIS 2 e quant'altro, qual è il rischio? Quanto vale questo rischio?
Perché le nostre, naturalmente, attività di telemonitoraggio sicuramente non possono azzerare un rischio, ma lo riducono magari al 95%. Quanto vale un fermo per un'ASL, per un'azienda sanitaria, per una regione?
Ricordate qualche anno fa quando fu hackerata anche Regione Lazio, no? Loro hanno ospitato presso i nostri data center le loro soluzioni per mesi.
Che costi ha un rischio del genere? Quindi il tema vero è che dobbiamo sicuramente in questo mercato far comprendere che il software è un fattore produttivo e quindi che il valore è legato molto al beneficio che ha in termini, in questo caso nel caso specifico della sicurezza e quindi anche del supporto dell'AI, sull'abbattimento del rischio.
Questi sono i temi su cui noi dobbiamo confrontarci con il mercato.
Lorenzo Giollo
E sempre a proposito di mercato e sull'estero, la domanda che è appena arrivata è dove vediamo più crescita fra i mercati all'estero, sapendo che noi abbiamo comunque delle zone, delle aree dedicate, dei mercati dedicati, no?
Andrea Di Santo
Mah, diciamo che l'aspettativa adesso bisogna vedere l'orizzonte temporale, no? Cioè è chiaro che in termini organici la Francia e il mercato, diciamo così, controllato dalla Francia, no?
Quindi tutto ciò che è Nordafrica, diciamo la parte francese di lingua, è quello di maggior crescita in termini assoluti, no? Poi è chiaro che in termini percentuali invece ci sono altre region che però non so, tipo il Sudamerica, che però in termini assoluti impattano meno, ma in termini percentuali sì.
Nel lungo termine pensiamo che gli Stati Uniti possano essere il driver. Stati Uniti inteso le Americhe, per intenderci, non proprio solo Stati Uniti.
Noi vi ricordiamo che siamo molto forti in Messico storicamente e nel breve sicuramente la Francia.
Lorenzo Giollo
Qua c'è una somma di domande che riguardano le altre ASA, quindi escluso il software, ma in parte abbiamo già risposto, Matteo diceva a proposito dell'Automation ci chiedono quali sono i piani e se valutiamo uno spin-off. In realtà l'abbiamo anche già detto in presentazione di piano industriale, no?
Abbiamo dato una risposta, magari è il caso di ripeterla. E sempre in termini di altre ASA, il termine marginalità dell'Automation e dell'ICT, e infine anche il discorso Care, quindi se prevediamo di mantenere quanto abbiamo detto sul piano, quindi sul Care, di restare stabili come crescita, cioè o meglio non intendiamo spingere sulla crescita del Care, questa era la domanda.
Matteo Santoro
Vado io, Andrea? Allora, per quanto riguarda l'Automation, dicevo che quando noi abbiamo in carico un business lo dobbiamo farlo performare al massimo.
Ora, lo scorso anno abbiamo avuto un calo legato a temi di supply chain, ma essenzialmente, come dicevo, a politiche fiscali che erano state annunciate, sai, di crediti d'imposta per i clienti e anche al fatto che sarebbe stata pubblicata una gara Consip, un dato ufficiale, che poi è stata pubblicata quest'anno a gennaio di 1 miliardo e 3, che ha un po' rallentato l'attività commerciale. Quindi abbiamo un costo nella struttura commerciale che l'abbiamo comunque sostenuto, ma vedremo i risultati quest'anno perché abbiamo una pipeline molto interessante.
E se quella gara, diciamo, va in porto, il mercato diventa un mercato importante e qui si comprende anche la scelta politica del paese rispetto al tema del farmaco, che è un tema molto importante. Quindi può darsi che questo ambito venga molto valorizzato in quest'anno, in questo ambito con l'aggiudicazione di questa gara che avrà una durata di 18 mesi, ma i clienti che contrattualizzeranno nei 18 mesi potranno sottoscrivere dei contratti fino a 7 anni.
Detto questo, quindi noi faremo il massimo per far crescere questa anche con gli investimenti che stiamo facendo in Thallent, ma come dicevo, sicuramente c'è un fil rouge che lo lega al mondo del software perché il tema della logistica del farmaco, l'accuratezza prescrittiva sono tutti strumenti, diciamo, elementi, diciamo, di valore che alla fine una percorso di logistica ti crea. Non escludiamo che, come è accaduto per Argentea, se arrivano, diciamo, opportunità le valutiamo senza problemi.
Lorenzo Giollo
Ecco, infatti. Visto che restiamo sul tema M&A, ci chiedono cosa ha guidato la decisione di acquisire anzi leggo prima un'altra domanda che riguarda sempre l'M&A: se possiamo fornire un po' di colore sulle pipeline che abbiamo e quali ci aspettiamo che siano i cash out per il 2026.
Ma connessa sempre all'M&A, e secondo me la risposta può andare insieme, è che cosa ha guidato la decisione di acquisire Logipren e riguardo a Logipren se possiamo dare qualche dettaglio sull'impatto dell'acquisizione. Se questa domanda penso possa rispondere Andrea, no?
Andrea Di Santo
Sì. Mah, dunque.
Lorenzo Giollo
Se vuoi partire dalla fine, quindi...
Andrea Di Santo
Sì, no, beh, diciamo allora il pipeline di M&A, Logipren cioè il perché di Logipren, giusto? E l'impatto di Logipren, giusto?
La pipeline in questo momento cioè ovviamente noi monitoriamo il mercato, abbiamo una strategia molto chiara, non abbiamo intenzione, diciamo così, in maniera proattiva di andare sul mercato, però cogliamo opportunità. Questo è.
In maniera opportunistica laddove si presentassero occasioni che sono in linea con la nostra strategia. E questa risposta ricomprende Logipren perché Logipren ha un contenuto di business che quindi di prodotto e anche di mercato e di posizionamento che è assolutamente coerente con il menù, diciamo così, la suite di Critical Care, no?
Anzi, era l'unico tassello che ci mancava, cioè diciamo, nella Critical Care la parte di neonatologia. Nel diciamo così, se uno deve fare 100 la suite necessaria per indirizzare il mercato di Critical Care, ci mancava esattamente questo tassello e Logipren fitta nel puzzle.
Logipren fra l'altro è molto interessante perché ha logiche prescrittive su database interno di prescrizione del farmaco in maniera molto rapida. Voi capite con un bambino in intensiva è comunque il time è molto importante l'efficacia, molto importante.
Questo, se volete, applicazione dell'intelligenza artificiale al caso della neonatologia fa sì che l'errore si abbassi dal 13% circa a sotto il 2%, quindi con un impatto evidentemente che non devo spiegare su quello che è la qualità di vita dei bambini. L'impatto finanziario, questa è la terza domanda, no?
Cioè economico-finanziario su di noi, sulle nostre FN è, se non sbaglio, complessiva attorno ai 31 milioni. Questo è il dato a bilancio.
Matteo Santoro
L'impatto economico non lo vediamo ancora perché l'acquisizione è stata fatta dopo la metà di novembre, quindi non vediamo ancora con l'economico l'impatto. Quello lo vedremo a regime dal 2026.
Andrea Di Santo
Esatto.
Lorenzo Giollo
Va bene. Adesso vi do tre domande veloci, poi magari molto veloci, poi abbiamo chiuso, abbiamo finito le domande.
La prima domanda è sui capex: cosa ci attendiamo per il 2026? Sempre in termini di oneri finanziari, cosa ci possiamo aspettare sempre nel 2026?
E infine quali sono le azioni che stiamo mettendo in atto per migliorare sotto l'aspetto della generazione di cassa? Se volete, forse qui le prime due può rispondere Matteo e l'ultima Andrea?
Andrea Di Santo
Va bene. Vai, Matteo.
Lorenzo Giollo
Capex e oneri finanziari nel 2026.
Matteo Santoro
Sì, ci aspettiamo di essere in linea con il piano, quindi quello che fosse 6-7% la quota prevista e quindi ci manterremo lì. Quindi in crescita legato agli investimenti che ci immaginiamo di fare di natura intangibile, quindi non di natura tangibile, e quindi questo è un po' l'orientamento, quindi di investire nel migliorare la produttività delle nostre soluzioni.
Lorenzo Giollo
Ok. Come oneri finanziari?
Matteo Santoro
Sempre come da piano. Adesso non ho il dato preciso sotto mano, ma l'idea è di andare avanti, quindi sempre riducendo il rapporto debito/EBITDA, quindi.
Lorenzo Giollo
Perfetto. E l'ultima domanda per Andrea, la generazione di cassa: quali azioni stiamo mettendo in atto per migliorare sotto...
Andrea Di Santo
Mah, io non vorrei essere, come posso dire, troppo politico, però posso dire che tutte le azioni che stiamo facendo sono veramente l'obiettivo ultimo sulla generazione di cassa. A partire dal livello organizzativo, mi spiego: abbiamo istituito recentemente una funzione molto chiave nel nostro futuro, che è quella del Chief Process Officer, che è una funzione che avrà, diciamo così, al di là del titolo, lo scopo di mettere a posto o migliorare i nostri processi che sottostanno all'organizzazione, no?
E i processi che sono offer to order e order to cash. Quindi il processo order to cash, quindi lo streamline, l'accorciare questo timing e quindi la generazione di cassa è l'obiettivo ultimo.
Ma devo dire che ogni attività che noi stiamo facendo è mirata soltanto e unicamente all'obiettivo ultimo della generazione di cassa. Posso fare molti esempi, sia lato organizzativo che lato processo.
Non so, Matteo, tu hai qualcosa che mi sono perso su questa domanda?
Matteo Santoro
Sicuro il mercato estero è quello che per noi è cassa, perché il mercato...
Andrea Di Santo
Sicuramente, anche perché e poi c'è un tema anche, se volete, anche questo, se volete, secondario, ma i tempi di pagamento all'estero, diciamo così, in funzione del mercato di riferimento sono diversi rispetto a quelli del mercato italiano, questo in sanità, ma se volete anche in altri settori. In sanità in maniera particolare.
Quindi è un po' tutto l'insieme di azioni che stiamo mettendo a terra che ci sta portando nella direzione della generazione di cassa e di monitorare e migliorare la cassa.
Lorenzo Giollo
Va bene. Grazie a tutto il management per l'esposizione.
Non ci sono altre domande. Se volete salutiamo il pubblico e vi auguriamo al prossimo evento.
Grazie.
Andrea Di Santo
Arrivederci.
Lorenzo Giollo
Auguri di buona Pasqua a tutti.
Matteo Santoro
Grazie.
Already premium?